“Amico mio, tu guidi un Paese con 600.000 senzatetto che dormono per strada ogni notte; con milioni di persone che non riescono a coprire un’emergenza di 400$; a casa tua tanti non possono curarsi se l’insulina costa più di una rata dell’auto: la Sanità per voi è solo business…”
Comincia così un testo che arriva dall’Australia e che sta circolando ovunque. Funziona come funzionano oggi le cose: veloce, indignato, perfetto per i social. È dedicato all’America. Colpisce sodo. E proprio questo sta convincendo molti della decadenza culturale, morale e civile degli Stati Uniti.
Eppure, vale la pena fermarsi. Non per celebrarlo o smontarlo, ma per usarlo come punto di partenza. Perché, tolta la retorica, resta un dato: quel ritratto non è un’esagerazione, è la fotografia sfocata, ma riconoscibile, degli USA.
Gli Stati Uniti restano al centro del mondo?
Lo sono ancora, militarmente e geopoliticamente, ma simbolicamente stanno cedendo e anche tanto. Sono il luogo dove nascono le narrazioni globali, dove si costruiscono i modelli, dove si definisce ciò che accade prima ancora che accada davvero. Aziende come Apple, Amazon e Microsoft non vendono solo prodotti: vendono un’idea di futuro. Ma sotto questa superficie scintillante esiste un’altra America. Più silenziosa, meno raccontata, decisamente meno esportabile. Un’America in cui vivere nel debito non è un’eccezione, ma una condizione diffusa, abituale. Negli Stati Uniti il credito non è solo uno strumento economico, è una infrastruttura fissa ed esistenziale: si studia nel debito (l’istruzione superiore), si vive nel debito (casa, sanità, carte di credito) e -a volte- si muore lasciandolo ad altri. Circa un quarto della popolazione vive senza reali margini economici. Ma il dato più significativo è un altro: una larga parte degli americani non è in grado di affrontare una spesa imprevista di poche centinaia di dollari senza indebitarsi. Non è povertà nel senso classico, certo, ma è qualcosa di più subdolo: è vulnerabilità strutturale. Si vive senza rete, si campa da uno stipendio all’altro… loro chiamano questa vita quotidiana “paycheck to paycheck”.
Il Sogno americano che non funziona più
Ed è dentro questa insicurezza permanente che si allarga una frattura sempre più visibile: quella degli homeless. Non si tratta solo di marginalità cronica. Sempre più spesso riguarda lavoratori, ex classe media, persone che fino a poco prima avevano una casa, un lavoro, un percorso, una speranza. Poi qualcosa si rompe: un costoso ricovero ospedaliero, una perdita di reddito, interessi di mutuo casa che salgono troppo. Il sistema sociale non soccorre, lo espelle e compaiono altre tende sotto i ponti, nei parcheggi, lungo i marciapiedi delle città più ricche del pianeta. E se poi riflettiamo che sotto quelle tende ci sono anche quei veterani delle mille guerre per il petrolio USA, che ogni giorno si suicidano o muoiono per overdose (da 17 a 25 al giorno) perché trattati da spazzatura sociale… non è solo un fallimento sociale, è un cortocircuito simbolico: l’America ha costruito la propria identità sul Sogno americano, ma ora sempre più persone restano a terra e il 40% dei cittadini USA vivono nel terrore che possa capitare anche a loro.
Il business della Sanità e delle Religioni
La Sanità è il nervo più scoperto, forse una delle cause primarie delle tendopoli. Non perché manchino le eccellenze, ma perché essa è anzitutto un business. L’accesso alle cure è regolato da una logica di mercato atroce che altrove verrebbe considerata immorale, addirittura corrotta. Una banale frattura o slogatura costa tra i 2 e i 3.000 dollari, ma solo se si passa per un Pronto Soccorso. Le assicurazioni decidono cosa è curabile e cosa no, anche se hai la leucemia ma la copertura assicurativa non lo prevede. I farmaci salvavita come l’insulina diventano inaccessibili La malattia, in USA, non è un problema sanitario: è una questione meramente economica e quindi diventa individuale. La malattia negli USA è una responsabilità individuale. È la visione dell’etica americana basata sui soldi… ma quando si applica alla salute è una forma di selezione sociale: il Covid chiarì bene il concetto: i ricchi si curarono, i poveri morirono; infine la regola è: Ti ammali? È affar tuo. Questo cinismo, una dispatia sociale, USA deriva da quella pantomima tutta Yankee che sono le religioni evangelico-metodiste. Queste muovono ogni anno diversi miliardi di dollari, persuadendo decine di milioni di fedeli che la loro vita di successo o di malessere sia direttamente connessa alla Fede e alle donazioni. In queste chiese, il benessere economico non è solo compatibile con la fede: è la prova della presenza di Dio nella tua vita. Se hai successo, guadagni e prosperi, è perché sei nel giusto, Dio ti ama. Se fallisci, se cadi e perdi tutto, la responsabilità è tua, ed è la prova che Dio non ti supporta: quindi, o ti rassegni al tuo destino di sofferenza o devi fare (e dare) di più perché Dio ti ami… tutto sommato è la riedizione in salsa Yankee delle indulgenze medievali.
Il denaro è alla base di tutto; gli USA non sono un Paese secolarizzato nel senso europeo e questa religiosità non è sedimentata, storica, gerarchica. È una religiosità di prassi, di forma, di miracoli prêt-à-porter, piena di citazioni Bibliche utili solo a sostenere il Prosperity Gospel, quel Vangelo -sedicente cristiano- che intreccia fede, successo, prosperità e -anzitutto- soldi da donare alle chiese evangelico-metodiste, diventate vere multinazionali con tanto di TV propria.
Ecco perché la religione cattolica per uno “Yankee evangelista” è irritante: poco pratica, proclama un Cristo attento a malati, diseredati, immigrati, alla Pace, insomma un Gesù Woke!
Ed è proprio qui che -in questa contraddizione- emerge una domanda: quanto può durare una leadership globale quando il modello interno smette di funzionare come promessa? Non è una domanda ideologica o politica. È una domanda storica.
La crepa tra immagine e sostanza
Quando la distanza – tra ciò che narrano di essere e ciò che realmente sono- diventa troppo ampia, accade che gli “Imperi” si svuotino dall’interno. Gli Stati Uniti non sono in declino nel senso semplice del termine. Sarebbe una lettura superficiale. Sono ancora troppo forti, troppo centrali, troppo integrati nel sistema globale per essere liquidati così. Ma sono entrati in una fase diversa.
Una fase in cui la disuguaglianza cresce, la mobilità sociale rallenta, la fiducia nelle istituzioni si erode, la coesione si frammenta. E soprattutto sono in una fase in cui il racconto del Sogno non basta più a coprire una realtà troppo diffusa e ormai molto conosciuta.
E allora quel testo australiano torna utile, perché intercetta una crepa. Una crepa tra l’immagine e la sostanza. Quel testo -che critica l’America imitando a bella posta il linguaggio trumpiano- svela che in fondo essa viva soprattutto di intolleranza verso tutto ciò che rappresenta il mondo Woke, quella fastidiosa cultura inclusiva che cerca di bilanciare il bianco con il nero, che cerca di fronteggiare le ingiustizie sociali, il razzismo, le disuguaglianze di genere, i poveri e persino la Natura e il Clima.
E per combattere il mondo Woke, quel linguaggio è usato anche da epigoni europei nel miraggio di abbattere quel mondo, troppo conciliante verso immigrati, omosessuali, ambiente…
Ma in Europa l’abitudine alla pace e alla democrazia è forte ed ha un prezzo politico: Ovunque la distanza tra immagine e sostanza diventa troppa, può accadere che il popolo si rivolti come accaduto nel Referendum in Italia o nelle elezioni Ungheresi che hanno disarcionato Orban.
Ma allora, anche l’America è in lista d’attesa per…? Chissà! Forse. Di certo quella del Grande Sogno del ‘900 non c’è più. Era un racconto. E quando un racconto smette di essere credibile, non crolla subito. Ma smette, lentamente, di guidare il mondo.
Fonti & Dati:
I dati citati nell’articolo provengono da istituzioni ufficiali e studi accademici, tra cui:
Federal Reserve – Economic Well-Being of U.S. Households
https://www.federalreserve.gov/consumerscommunities/shed.htm
Federal Reserve Bank of Minneapolis – What a $400 Emergency Expense Tells Us
https://www.minneapolisfed.org/article/2021/what-a-400-dollar-emergency-expense-tells-us-about-the-economy
U.S. Rapporto annuale sugli Homeless 2024 – I suicidi tra i Veterani delle guerre
https://www.huduser.gov/portal/datasets/ahar.html
https://www.oecd.org/housing/data/
https://www.mentalhealth.va.gov/docs/data-sheets/2024/2024-Annual-Report-Part-1-of-2_508.pdf
JAMA Network Open – Medical Debt and Housing Instability
https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen
CDC – Health Care Access Among Homeless Populations
https://www.cdc.gov
GUARDIAN – I grandi patrimoni dei Televangelisti
https://www.theguardian.com/world/2023/oct/22/prosperity-gospel-us-megachurches
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