R-esistenze, temi lirici ed evocativi per il B.I.T. duo

Manuela Pasqui e Danielle Di Majo raccontano il loro nuovo album: «Siamo state ispirate dalle personalità che, tra il 1920 e il 1950, hanno lasciato un segno indelebile nella storia del nostro paese attraverso l’azione politica, l’attivismo e la poesia; sono scrittrici, poetesse e poeti, come Lalla Romano, Miriam Mafai, Joyce Lussu, Dacia Maraini o Eugenio Montale, ma anche persone semplici dal forte senso civico».

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Per l’etichetta ‘Filibusta Records’ (distribuzione fisica a cura della ‘IRD’ – distribuzione digitale viene affidata alla ‘Altofonte Italia’) è pubblicato il nuovo album del ‘B.I.T. duo’ con Manuela Pasqui (piano, arrangiamenti e composizione) e Danielle Di Majo (anch’essa arrangiamenti e composizione oltre al sassofono alto e soprano). L’album ‘R-Esistenze’ è l’ennesimo project a firma delle due musiciste. Ma veniamo immediatamente all’acronimo B.I.T. (Back in Time). Tutto viene spiegato dalla eccellente pianista Manuela Pasqui: «L’acronimo che abbiamo scelto per il nostro duo ha due significati. Il primo è quello di macchina del tempo: nella nostra indagine sulle origini musicali, ci siamo rappresentate come i piloti di una macchina del tempo, viaggiando attraverso le epoche alla ricerca di frammenti che ci indicassero da dove veniva il nostro linguaggio musicale. Frutto di questo lavoro sono Come Again, Puccini my Love. Il secondo è, sfruttando anche un’assonanza con la parola beat (pulsazione), essere allo stesso tempo, insieme: riguarda uno dei nostri primi obiettivi di sincerità espressiva, ascolto reciproco e simultaneità della presenza durante l’improvvisazione. Da questo concetto prendono vita Equilibrismi e l’ultimo lavoro R-Esistenze.»

Perché questo album

«R-esistenze si colloca lungo il sentiero della ricerca di una identità storica, che vede la memoria come mezzo per comprendere noi stesse. Con questo progetto di composizioni originali ci siamo spinte in avanti nella ricerca di un nostro specifico linguaggio musicale. Siamo state ispirate dalle personalità che, tra il 1920 e il 1950, hanno lasciato un segno indelebile nella storia del nostro paese attraverso l’azione politica, l’attivismo e la poesia; sono scrittrici, poetesse e poeti, come Lalla Romano, Miriam Mafai, Joyce Lussu, Dacia Maraini o Eugenio Montale, ma anche persone semplici dal forte senso civico. Ci siamo immerse nei suoni delle poesie, delle parole, nelle strutture, nelle forme poetiche; abbiamo letto le loro storie, i racconti e li abbiamo trasformati in melodie, in emozioni sonore, liquide, unendo le nostre differenti scritture musicali nell’unico obbiettivo di raccontare queste R-esistenze, di coglierne l’essenza.

Le composizioni

«Sono caratterizzate da temi evocativi e lirici, da strutture molto aperte e senza schemi che lasciano spazio alla nostra sensibilità improvvisativa, proprio come un racconto. Ci siamo immerse nei suoni e nelle forme poetiche, abbiamo letto le storie dei personaggi tributati. Il loro dire è stato, poi, trasformato in melodie, in emozioni sonore e le due diverse tendenze sono state poi fuse con il vernacolo jazzistico.» Nelle pieghe del lirismo, dunque, troviamo il jazz. Il progetto musicale si fonda sull’esplorazione del rapporto tra parola e suono, con un approccio compositivo che rielabora testi poetici e narrativi in forme sonore. Le musiciste hanno integrato le proprie differenti identità stilistiche in una scrittura condivisa, finalizzata alla rappresentazione delle R-Esistenze. Le composizioni si caratterizzano per strutture aperte e non convenzionali, in cui l’improvvisazione gioca un ruolo centrale. Temi lirici ed evocativi emergono da una sintesi tra scrittura e interpretazione estemporanea, in un processo espressivo affine alla narrazione orale.

Il B.I.T duo

Danielle e Manuela si esibiscono, in duo dal 2019 e sin dall’inizio ne vien fuori uno speciale ed unico legame. Perciò occorre ringraziare la condivisione di obiettivi artistici che hanno ispirato la ricerca musicale.  Con questa formazione e per la Filibusta Records, le musiciste hanno già registrato diversi album. Il primo album del duo B.I.T. è stato ‘Come Again’ che si basava su una nuova interpretazione di materiale tratto da repertori classici e brani originali. L’ intenzione era quella di costruire un suono e un lirismo personali, oltre che sviluppare un linguaggio musicale comune. Il loro secondo album ‘Equilibrismi’ costituiva una raccolta esclusiva di brani originali fornendo un ‘terreno fertile’ alle due strumentiste per approfondire l’espressività melodica e l’arte dell’interazione dialettica tra due strumenti musicali. L’album è il risultato di una ricerca continua e profonda, sia compositiva che improvvisativa. Nel 2024 esce ‘Puccini, my love’, dedicato a Giacomo Puccini, in occasione del centenario della sua morte. Il lavoro è un mix di brani del compositore italiano e brani originali ispirati dalla sua opera.  Secondo le due artiste «… l’idea di fondere l’improvvisazione jazzistica con la musica lirica di Puccini è un esperimento audace e creativo, che offre una nuova prospettiva sulle opere del Maestro toscano. Ogni brano è stato reinterpretato con nostri arrangiamenti originali, mostrando come la musica di Puccini possa essere trasformata e rinnovata attraverso diversi stili e interpretazioni. Ecco spiegato l’insinuarsi del jazz tra la lirica del compositore italiano, considerato uno dei maggiori e più significativi operisti di tutti i tempi».

Line up:

Manuela Pasqui (piano, arrangiamenti, composizioni)

Danielle Di Majo (sax alto, sax soprano, arrangiamenti, composizioni)

 

Tracklist:

  1. L’identità perduta (M. Pasqui)
  2. Brigata Menotti (M. Pasqui)
  3. Miriam (M. Pasqui)
  4. Meriggiare (M. Pasqui)
  5. Sul fil di lama (D. Di Majo)
  6. Cinque pezzi di luna (M. Pasqui)
  7. Bagheria (D. Di Maio)
  8. Lipari (D. Di Majo, M. Pasqui)
  9. Poisson d’or (M. Pasqui)
  10. Luce di mezzanotte (M. Pasqui)

Antonino Ianniello

Nasce con una spiccata passione per la musica. Si laurea in lettere moderne indirizzando la scrittura verso il giornalismo, percorre in maniera sempre più approfonditamente e competente le strade della critica musicale, pubblicando numerosi articoli su jazzisti contemporanei e prediligendo, spesso, giovani talenti emergenti. Ama seguire il jazz, blues e fusion e contaminazioni.

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