Kosmos e Chaos, l’equilibrio tra rigore e libertà espressiva

Il progetto si impone come un lavoro coerente e articolato, in cui il dualismo evocato dal titolo diventa principio strutturante dell’intero progetto, traducendosi in sonorità che vivono di ascolto reciproco e continua ridefinizione delle forme.

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«Ogni brano si inserisce in un disegno unitario, costruito su un equilibrio sempre mobile tra rigore compositivo e libertà espressiva, dove il confronto tra Kosmos e Chaos diventa l’asse portante dell’intero progetto». ‘Kosmos & Chaos’ è il nuovo disco ensemble guidato da Pierluigi Balducci (basso e composizione) in collaborazione con Badrya Razem alla voce. Il progetto è edito dalla label ‘Encore Music’. Immediata curiosità: le strade di Pierluigi Balducci e Badrya Razem si incontrano essenzialmente nel progetto musicale congiunto chiamato ‘Kosmos & Chaos’ dove un ensemble e una serie di concerti in cui il compositore e bassista jazz italiano Pierluigi Balducci e la cantante Badrya Razem collaborano come coprotagonisti. Questa collaborazione si è concretizzata in diversi concerti e apparizioni dal vivo in festival e rassegne jazz in Italia, dove Balducci dirige la formazione e Razem è la voce solista che interpreta i brani originali e reinterpretazioni di jazz. Si sono esibiti insieme in manifestazioni come il Fringe Festival e l’Adrifest presentando il repertorio ‘Kosmos & Chaos’. Concerti simili sono stati programmati anche in stagioni jazzistiche come Jazz a Corte, dove emerge l’interazione musicale tra il basso compositivo di Balducci e la voce espressiva di Razem. ‘Kosmos & Chaos’ occupa una posizione cardinale, traslando il dualismo evocato dal titolo in una scrittura che alterna assetti ordinati e zone di instabilità vigilata. Le relazioni contrappuntistiche, lontane da modelli consueti, attraversano gradi differenti di aderenza tonale, mentre la voce agisce come elemento mobile, capace di rendere percepibili fratture e convergenze sotterranee. ‘Il suono dell’universo’ si posiziona su un piano più rarefatto, mentre la voce di Badrya e clarinetto ricamano piccoli intarsi, in cui i livelli acustici si sovrappongono con particolare attenzione alla profondità prospettica. Le verticalità armoniche e le progressioni non lineari costruiscono un ambiente nel quale l’equilibrio rimane costantemente instabile, riflettendo la dialettica fra ordine e indeterminatezza … che attraversa l’intero progetto. La cantabilità si manifesta con maggiore chiarezza, pur rimanendo inserita in un contesto formale rigoroso, nel quale ogni elemento concorre a mantenere coesione e immediatezza espressiva. La linea vocale, sorretta da un accompagnamento essenziale, si sposta come una linea di meditazione sonora, facendo leva su ripetizioni lievemente variate e su una verticalità armonica sobria, capace di richiamare un senso di concentrazione quasi liturgico senza mai scivolare nella retorica. Nel loro insieme, ciascun passaggio conforma un arco coerente, fondato su una negoziazione costante fra ordine e instabilità, fra intenzione formale e apertura espressiva, restituendo un progetto nel quale la dialettica fra ‘Kosmos e Chaos’ agisce come principio strutturante e non come semplice dichiarazione poetica.

L’album segna un passaggio centrale nel percorso artistico del bassista e compositore Pierluigi Balducci e rappresenta, al tempo stesso, l’esordio discografico della cantante Badrya Razem. Il progetto nasce come un concept aperto, costruito su undici composizioni che esplorano il rapporto tra ordine e imprevedibilità, intesi non come opposti rigidi ma come forze complementari del linguaggio musicale. L’album è articolato su due differenti quintetti, concepiti per incarnare poli espressivi diversi ma interconnessi. Accanto ai due ideatori, figurano musicisti di primo piano della scena jazz contemporanea: Gabriele Mirabassi al clarinetto, Fabrizio Savino alla chitarra elettrica, Roberto Taufic alla chitarra classica, Vitantonio Gasparro al vibrafono e, a seconda delle formazioni, Dario Congedo o Israel Varela alla batteria. Ne risulta una trama sonora densa, capace di muoversi con naturalezza tra scrittura e improvvisazione. Il disco si sviluppa come una sequenza di episodi che alternano pieni e vuoti, densità e rarefazione, dando forma a un equilibrio costantemente mobile.  Alle composizioni originali si affiancano una pagina di Jan Garbarek e un brano di Keith Jarrett, quest’ultimo proposto in chiusura in una versione intima per basso elettrico e voce. I testi, firmati da Badrya Razem insieme alla poetessa Rossella Piccarreta, dialogano con la musica evitando soluzioni illustrative e mantenendo una tensione espressiva misurata. Il progetto ha inoltre ottenuto il sostegno dell’organizzazione statunitense ‘Pathos To Jazz-Music For Love’, che lo ha selezionato tra numerose proposte europee.

Guidato da Balducci e Razem, l’ensemble ‘Kosmos & Chaos’ propone un repertorio in cui la dimensione visionaria si traduce in una forma attentamente controllata. Le composizioni si fondano su temi ampi e cantabili, sostenuti da un impianto armonico che intreccia tradizione jazzistica, suggestioni europee e riferimenti al bacino mediterraneo. La sezione ritmica svolge un ruolo attivo, modulando le dinamiche e contribuendo alla costruzione narrativa dei brani. L’improvvisazione viene intesa come pratica di ascolto e dialogo, elemento vitale di un equilibrio sempre negoziato tra struttura e libertà.

L’apertura è affidata a ‘My Favorite Wings’, impreziosita dal clarinetto di Mirabassi, che introduce un paesaggio sonoro ampio e sospeso. ‘Breathing’ accentua la dimensione organica del progetto, facendo dialogare la respirazione naturale della voce con un tessuto ritmico elastico. ‘Fado’ rielabora suggestioni iberiche e mediterranee senza ricorrere a citazioni dirette, mentre ‘Antonio e il mare’ amplia l’orizzonte narrativo attraverso modulazioni fluide e un gioco calibrato di contrasti dinamici.

Il brano, riferimento nominativo, ‘Kosmos & Chaos’ rappresenta il fulcro concettuale dell’album, alternando sezioni ordinate a zone di instabilità controllata. ‘Il suono dell’universo’ e ‘Blue Sky’ lavorano su atmosfere più rarefatte e su una percezione spaziale dilatata, mentre ‘Ghosts’ indaga il rapporto tra presenza sonora e silenzio. Con “’Light and Dark’ emergono tinte più scure e tensioni trattenute, fino alla chiusura affidata a ‘Prayer’, pagina raccolta e meditativa che conclude il percorso con sobrietà.

Nel complesso, ‘Kosmos & Chaos’ si impone come un lavoro coerente e articolato, in cui il dualismo evocato dal titolo diventa principio strutturante dell’intero progetto, traducendosi in una musica che vive di equilibrio instabile, ascolto reciproco e continua ridefinizione delle forme.

Antonino Ianniello

Nasce con una spiccata passione per la musica. Si laurea in lettere moderne indirizzando la scrittura verso il giornalismo, percorre in maniera sempre più approfonditamente e competente le strade della critica musicale, pubblicando numerosi articoli su jazzisti contemporanei e prediligendo, spesso, giovani talenti emergenti. Ama seguire il jazz, blues e fusion e contaminazioni.

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