5 / Il soldato stregone, un’inedita traduzione della commedia di Kotljarevs’kyj

La quinta parte dell'opera del 1819. La storia sviluppa un tema ricorrente nella tradizione di questo genere letterario: quello della moglie insidiata durante l’assenza del marito da un notabile locale dai modi gretti e, a tratti, saccenti. La vicenda si conclude con il trionfo dei valori tradizionali, profondamente radicati nella società rurale ucraina dell’epoca, quali la fedeltà coniugale e la devozione verso il marito.

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KOTLJAREVS?KYJ, Ivan

(4- segue)

SCENA VIII

Il soldato e Tetjana.

Soldato (dà una pacca sulla spalla a Tetjana). Allora, padrona, che mago che sono?

Tetjana. Eccezionale!… Ma soprattutto sei astuto, un vero moskal’.

Soldato. Ma anche tu sei scaltra. Perché non mi hai servito la cena?

Tatjana. E tu perché hai fatto tutto quel trambusto? Se mi avessi trattata con gentilezza, ti avrei dato da mangiare.

Soldato. Basta fingere. Ti è dispiaciuto che ti abbia disturbato…

Tetjana. Tu mi offendi, soldato. È vero, tu sei un estraneo e, avendomi colta da sola in compagnia di quel signorino disera, sei libero di pensare ciò che vuoi; ma se mi conoscessi meglio, avresti di sicuro un’opinione migliore su di me. Non ti affrettare mai a giudicare.

Soldato. No, mia cara, non penso affatto male di te. Ti ho capito subito: sei una donna, quandanche giovane, intelligente e di sani principi. Proprio la tua timidezza e fretta hanno dimostrato la tua innocenza. Fidati di me: ti sbarazzerò io da queste seccature. Nel mondo accade spesso che anche la virtù appaia sospetta.

Tetjana. È proprio quello che mi è successo. Dio ti è testimone che non avevo nulla in mente…

Soldato. Ci credo, ci credo, tesoruccio. E, fra poco, farò uscire anche quel povero prigioniero.

Tetjana. Non mi basta che venga liberato. Bisognerebbe dargli una lezione tale in modo che non si immischi e non insidimai più le donne altrui. Mi ha davvero stufata.

Soldato. Va bene, gli darò una lezione e gli farò passare la voglia di appiccicarsi alle mogli altrui.

Tetjana. Ma non gli farai del male? Non esagerare con le botte!

Soldato. Non temere, gli farò del bene, non del male… Ecco che arriva tuo marito.

SCENA IX

Gli stessi e Myxajlo.

Myxajlo (ad alta voce da dietro le quinte). Apri, donna!… apri!

Tetjana (apre). Perché ti agiti tanto, come se qualcuno ti rincorresse?

Myxajlo (irritato). Mi insegue! E allora, non mi insegue? Mi si rizzano i capelli in testa e mi sembra che qualcuno mi afferri per il colletto. E anche il mozzicone si è spento.

Soldato (allegramente). Beh, padrone, allora è andato tutto come detto?

Myxajlo (appoggia sul tavolo ciò che ha portato). In effetti è andata proprio così! Il pollo arrosto e la salsiccia affumicata si trovavano sotto la madia, e ancora chissà nelle nostre ciotole… (Sospettoso). Donna!

Tetjana. Ecco qua! Tutti comprano le ciotole allo stesso mercato e dagli stessi vasai, quindi le ciotole sono tutte uguali!

Soldato. Fandonie, padrone. Io ne so più di te. Dai, beviamone una prima di cena. (Versa e beve). Salute, padrone.

Myxajlo (versa e beve). Salute, signori in servizio! (Mangiano la salsiccia con il soldato).

Myxajlo. Moglie, colombella, Tetjanuccia cara! Non c’è qualcosa con cui accompagnare questa deliziosa salsiccia?

Tetjana. E con cosa la vuoi accompagnare? Con l’acqua, per caso?

Myxajlo (con tono imperioso). No, non con l’acqua, ma c’è ancora una bottiglia di spotykač.[1] Vai a prenderla, se non hai avuto già occasione di offrirla a qualcuno.

Tetjana. Ma certo che c’è. E con chi avrei dovuto condividerla se non te! (Esce).

SCENA X

Gli stessi ma senza Tetjana.

Soldato. Hai proprio una brava moglie, padrone.

Myxajlo. Lo dici per scherzo o fai sul serio?

Soldato. Non scherzo affatto. È giovane, bella e, a quanto pare, ti ama.

Myxajlo. Che cosa c’entra che sia giovane e bella con l’amarmi? È una donna buona e fedele, solo che è molto vivace, spiritosa e ironica. Se le capita un povero sprovveduto a tiro, allora lo prende di mira e si diverte a rigirarlo a suo piacimento. E tanto si accontenta quando lo ha ridotto male. A volte, quando arrivano, mette sotto quei damerini da strapazzo, quegli scribacchini di poco conto! Questi, poi, sono proprio ridicoli, così sprovveduti, così timidi: credono a tutto, si stupiscono di tutto, hanno paura di tutto.

Soldato. Tuttavia, non hanno paura di azzeccarsi alle mogli altrui, come se fossero dei militari. Mi è capitato di vedere delle vere e proprie dimostrazioni di coraggio in situazioni simili.

Myxajlo. Per quanto mi riguarda, posso dire che non ho paura di nulla.

Soldato. Anche alla vecchia navigata capita di sbagliare. Non essere troppo indulgente, padrone: ognuno ha le suemancanze.

Myxajlo. Che Dio me ne scampi — se avessi sorpreso la mia a fare qualcosa, le avrei subito dato una bella lezione.

[1] Liquore tradizionale ucraino dal gusto dolce e aromatizzato con noce moscata e spezie (sorta di digestivo casalingo).

 

(5 – continua)

Salvatore Del Gaudio

Professore associato Filologia e linguistica slava presso l'Università degli studi di Salerno, già professore presso le università di Kyiv Borys Hrinčenko e precedentemente Taras Ševčenko

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