Ci sono protagonisti invisibili nelle pagine della grande storia: figure di uomini e donne relegate ai margini della narrazione predominante, accomunati spesso da un unico destino. Il libro «Invisibili protagoniste. Sguardi di genere nella storia sociale e culturale» serve anche a far uscire dall’anonimato tante vicende e biografie che sono capaci di offrire sguardi diversi, inattesi e rivelatori. Il volume di Maria Rosaria Pelizzari si propone di capovolgere anche quella vecchia contrapposizione tra storia con la «S» maiuscola e la cosiddetta «storia debole», recuperare le figure e le esperienze di coloro che per secoli sono rimasti in disparte, quasi oscurati dalla narrazione predominante, e giungere a un racconto più complesso, inclusivo e veritiero, che tiene conto della molteplicità degli attori e delle dinamiche che hanno plasmato il passato. I protagonisti del libro sono figure invisibili solo perché poco considerate; tenuti da parte per una serie di pregiudizi che li hanno portati a essere esclusi dalla narrazione ufficiale della storia o ancora da un riconoscimento pubblico.

Tra le storie narrate dalla professoressa Pelizzari, tutte con una particolare attenzione ai temi delle differenze di genere, spicca anche quella di un indiscusso protagonista dimenticato, Salvatore Morelli (1824-1880). Politico e scrittore, Morelli fu pioniere dei diritti civili, sempre dalla parte delle donne e un autentico precursore dei tempi: propose anzitempo il suffragio femminile, una legge per far ottenere alle donne l’accesso all’università e a tutte le professioni, la parità salariale, il divorzio e la riforma del diritto di famiglia. Si fece promotore di iniziative molto innovative e progressiste per la società patriarcale dell’Ottocento e che gli valsero il totale isolamento: pur essendo deputato, Morelli non ebbe alle spalle un partito capace di sostenere le sue battaglie e ogni sua mozione in Parlamento fu accolta da indifferenza o da forte scetticismo. La satira del tempo lo liquidò come «effeminato»: sostenere la causa delle donne in quegli anni significava abdicare alla propria virilità e deviare dai rigidi ruoli di genere.
Le disuguaglianze di genere, purtroppo, non finiscono: nel 2024 ampio spazio è stato dedicato all’intelligenza artificiale generativa e agli studi di genere. La ricerca sul tema «Bias Against Women and Girls in Large Language Models» dell’Unesco ha dimostrato quanto l’AI riproduca e amplifichi pregiudizi legati di genere, culturali ed etnici.
Insomma, la partita è ancora aperta: l’asimmetria di genere è politica, sociale ma anche culturale. Forse solo parlarne e scriverne aiuterà a essere più consapevoli sui temi della parità di genere e di opportunità.
Questo pomeriggio alle ore 17.30 presso la Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, nell’ambito di «Salerno Scrive» sarà presentato il libro della professoressa Maria Rosaria Pelizzari. L’incontro gode del patrocinio di UniSA-OGEPO (l’Osservatorio interdipartimentale per gli studi di Genere e le Pari Opportunità) e della Consulta della Regione Campania per la condizione della donna.
Dopo i saluti di Maria Rosaria Meo della Consulta Regionale per la Condizione delle Donne, Anna Maria Aurucci, pedagogista e scrittrice, dialogherà con l’autrice Maria Rosaria Pelizzari. Previsto l’intervento dello storico e giornalista Vincenzo Di Lalla. La voce narrante sarà quella di Vania De Angelis. La moderazione e l’introduzione sono affidati ad Arturo Iannelli, Presidente della Commissione Ambiente e Cultura del Comune di Salerno.

