La Salerno di Paolo Romano, se una “guida” diventa letteratura

L'autore, giornalista e scrittore, crea un album iconico e sintetico che diventa un viaggio emozionale ricco di curiosità. "La difficoltà - spiega - è stata nel cortocircuitare i saperi: l’aspetto letterario, quello archeologico, antropologico…"

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Trasmettere al lettore l’incanto dei luoghi senza banalizzare il fascino di una città turistica e senza cadere negli stereotipi delle classiche guide, unendo, anzi, lo stile colto alla narrazione dei posti che meritano di essere visitati. «Meravigliosa Salerno» non è una classica guida e neppure una somma di itinerari obbligati; è, al contrario, un libro senza tempo che porta il lettore alla ri-scoperta di un territorio ricco di storia e di luoghi che hanno molteplici valori: antropici, storici, monumentali, paesaggistici… Paolo Romano, giornalista e docente, firma un libro che si inserisce nel filone dei 110 luoghi da conoscere, con un focus su Salerno e sulle due costiere: amalfitana e cilentana.

«Spesso non si conosce il territorio. E finiamo per far sì che il disincanto ci faccia dimenticare le atmosfere dei luoghi» – spiega Paolo Romano.

Il libro nasce, dunque, dalla necessità di far conoscere meglio il territorio?

«Sono partito da una domanda semplice. Cosa si fa vedere agli ospiti che vengono in città? Solitamente al massimo si portano al Castello di Arechi e basta. La verità è una: spesso pensiamo di conoscere i luoghi. Ma una cosa è vedere e un’altra è conoscere. Il titolo del libro è evocativo: indica la meraviglia come il tornare a lasciarsi incantare, andare oltre l’apparenza, leggere i sottostrati, cose che spesso nascondono il vero tesoro».

Quanto è difficile parlare in maniera colta a un pubblico generalista, quale potrebbe essere quello turistico?

«Meravigliosa Salerno non è una guida turistica tradizionale e nemmeno il solito elenco di itinerari da seguire. Abbiamo provato a realizzare un album iconico e sintetico, un viaggio emozionale ricco di curiosità. La difficoltà è stata nel cortocircuitare i saperi: l’aspetto letterario, quello archeologico, antropologico… Non ci si ferma alle glorie del passato, sia chiaro. La città ha ancora molto da dire. Io ho provato a raccontarla con gli occhi di uno straniero e gli occhi di un salernitano verace, come dico fin dall’inizio».

Quanto è stato utile il lavoro da giornalista e quanto quello di insegnante?

«Nel fare sintesi emerge il giornalista. E anche nella volontà di narrare diversamente una città. A me piace sempre affascinare, meravigliare. Per strada, giusto per fare un esempio, io non cammino; passeggio. In che senso? Misuro ogni passo con l’intensità dello sguardo. E allora io invito tutti a passeggiare osservando. Bisogna guardare con la forza di uno sguardo che indaga. Specie oggi che sembriamo aver perso tutti, non solo i giovani, lo spirito di osservazione. Io poi resto convinto di una cosa: l’amore per una città si misura in conoscenza: se la ami fai di tutto per conoscerla».

Oggi parliamo sempre di narrazione: che tipo di racconto emerge su Salerno?

«La città ha accresciuto in maniera esponenziale la sua vocazione turistica e crocieristica. Parliamo di una città ricca di storia, incastonata in un paesaggio naturale di straordinaria bellezza, nell’arco di quello che D’Annunzio definì “il lunato golfo”. La narrazione conta tantissimo. Pensiamo ad Atene: mille volte più cementificata e non bella come potremmo immaginare. Ma c’è una narrazione meravigliosa perché è una città che contiene in nuce una civiltà spettacolare. E Salerno, con le dovute proporzioni, è la stessa cosa: anche quando appare brutta in realtà nasconde la sua storia e una bellezza straordinaria».

A questo punto può svelarlo: qual è il suo luogo del cuore?

«Il Museo archeologico provinciale: un autentico scrigno. Lì è custodito un cratere attico dove si mesceva il vino con l’acqua. Intorno al bordo sono dipinte le navi di guerrieri greci e quando il vino raggiunge l’orlo pare che le navi stiano navigando sul vino di omerica memoria».

Meravigliosa Salerno è un libro pubblicato da Marlin Editore nella collana Le Guide e contiene fotografie di Cristina Santonicola e 110 citazioni d’autore in calce a ogni viaggio.

Nella homepage, la copertina del libro; nel testo la foto dell’autore, Paolo Romano

Barbara Ruggiero

Coordinatore del magazine, giornalista professionista, PhD student presso il Dipartimenti Studi Umanistici dell'Università di Salerno, è laureata in Comunicazione. È stata redattrice del Quotidiano del Sud di Salerno e, tra le altre esperienze, ha operato nell’ufficio comunicazione e rapporti con l’informazione dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni). Già docente di progetti mirati a portare il giornalismo nelle scuole, è stata anche componente e segretaria del Consiglio di Disciplina dell’Ordine dei giornalisti della Campania.

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