Lo slalom nella comunicazione politica

Come evolve la divulgazione del pensiero politico delle opposte fazioni negli anni

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Nella Comunicazione politica raramente troviamo tracce di dottrina, essa oggi è figlia della circostanza, dell’opportunità, dell’utilità strategica, spesso sono solo parole messe lì una dietro l’altra, quindi inutile cercarci ideali, anzi niente di più facile che quello che dicono a destra lo si dirà domani a sinistra e viceversa; questa è un’epoca figlia delle contingenze e come “non ci sono più le mezze stagioni”, così non c’è più neanche “una Destra o una Sinistra”, almeno nei contenuti in cui ce l’hanno fatto studiare in “Dottrina dello Stato” o in “Storia del pensiero politico”. Però ci piace analizzare e confrontare l’evolversi della divulgazione del pensiero politico delle opposte fazioni negli anni e devo ammettere che una volta era più semplice collocare un comunicato stampa, un’opinione o un concetto nel posto giusto e nella parte politica corretta, oggi molto meno.

Per esempio quello che -nelle intenzioni della sua fondazione del 2007 avrebbe dovuto essere un Partito riformista e laburista, da un bel po’ è in Slalom Gigante: passato da vari segretari che con la loro Comunicazione hanno lasciato poco al progetto laburista poi è incappato non solo in uno Centrista ed amico delle banche, ma con l’ultima -la Schlein- ha fatto anche tombola, pur ponendosi a sinistra ha un eloquio palesemente radical chic che risulta poco comprensibile a buona parte dei suoi elettori e distante dai lavoratori: “Queer, Intersezionalità, Eteronormatività, Autopoiesi…” etc.. sono termini che non hanno il bene di avere sinonimi ma solo spiegazioni complesse, e la Elly ha lasciato perplessi anche chi aveva Lauree e Dottorati vari, figuriamoci la classe di lavoratori!

Elly Schlein

In un’intervista al Corriere della Sera, la Schlein ha dichiarato di non voler rinunciare al suo linguaggio nella Comunicazione, perché lo ritiene necessario per parlare di temi importanti come la giustizia sociale e la parità di genere: magari ha ragione, ma è un ulteriore Slalom a sinistra per allontanare un elettorato laburista che non è più suo. Il suo lessico rimane Elitario e Astratto e tutto sommato un Jargon (come direbbe lei in luogo di “Gergo”) per pochi, spesso si accompagna a questioni teoriche, soddisfa gli intellettuali di cui -com’è noto- l’Italia scarseggia, perdendo di vista le esigenze concrete e terre à terre delle persone comuni che inevitabilmente trovano più semplice ascoltare una Destra che parla con concetti semplici e ripetitivi (repetita juvant), con un lessico per certi versi primitivo… e poi la vanno pure a votare.

Ma lo slalom nella Comunicazione politica non è appannaggio della Sinistra; un paio di settimane fa da una parte c’era la Meloni, con la Von der Leyen a Lampedusa, che portava avanti la sua politica di Statista Atlantista ed Europeista, che cercava di convincere la Presidente della Commissione U.E. su come intervenire tutti insieme per il problema migranti… dall’altra parte, frattanto, a Pontida -al tradizionale raduno della Lega- Salvini faceva lo show sovranista con la Le Pen, paladina del fanatico Nazionalismo francese che è all’opposto di tutti gli indirizzi attuali dell’Europa. L’incontro ha sancito l’alleanza tra i due leader sovranisti, che condividono posizioni comuni su una serie di temi, tra cui l’immigrazione, il Nazionalismo nell’Unione Europea con la difesa dei valori statali; di certo è stato un evento significativo in vista delle elezioni europee: ma Meloni e Salvini sembrano essere su due poltrone diverse.

Altro slalom nella Comunicazione tra i paletti Europa e Nazionalismo statale è stata la visita di Giorgia Meloni a Orban a Budapest; mentre la stessa fatica ad affermare la sua immagine di Europeista, se n’è uscita con: “Combattiamo per difendere Dio e la famiglia“, un’affermazione da “Crociata” del XII secolo! … neanche Bergoglio o un qualsiasi Vescovo ha mai pronunciato una frase simile, anzi ci risulta che il Vaticano abbia un approccio molto più pragmatico sulla questione della famiglia, riconoscendo l’esistenza di diverse forme di famiglia, anche per quelle non tradizionalmente ispirate al Cattolicesimo; ricordiamo tutti il Papa in quell’intervista in aereo: “Chi sono io per giudicare un omosessuale…? Chi sono io per giudicare una coppia non sposata?

La frase della Meloni ha un significato diverso a seconda della prospettiva da cui la si osserva. Se vogliamo fermarci al significato letterale, c’è poco da dire, Dio non ha bisogno di politici che lo difendano e di certo la famiglia tradizionale merita altri difensori visto che in Parlamento -da quel che si racconta- non so se ci sia più di una esigua minoranza di parlamentari che non sia divorziata, non abbia amanti e qualche figlio spurio. Meglio allora andare oltre ed esplorare il senso politico che può essere interpretata come una presa di distanza da un Papa comunista, che non combatte il relativismo alla Benedetto XVI.

Papa Francesco

Dov’è lo slalom? Beh, l’Italia e l’Europa intera sono Istituzioni Laiche, Dio c’entra come i cavoli a merenda e la famiglia è tutelata sia nella Carta sociale Europea che nella Dichiarazione Universale dei diritti umani.

E quindi, al di là di tutto credo che più realisticamente la frase meloniana debba essere interpretata come un’iniziativa per comporre sotto l’ombrello di quei pochi e semplici simboli comuni un’alleanza tra i conservatori europei. In questo senso, la frase può essere vista come una risposta dei conservatori alla crescente influenza del liberalismo e del progressismo. Ma indipendentemente dalla prospettiva da cui la si osserva, la frase è un’affermazione chiara dei valori tradizionalisti e questa comunicazione -che per un momento fa una giravolta a 180° lasciando l’Europeismo Atlantista e tornando sui concetti preelettorali di destra estrema- vuole porre proprio lei come leader europea a difesa delle tradizioni e delle istituzioni contro le forze del riformismo.

Per quelli che -come me- non sanno:
Queer: Chi percepisce in modo positivo la corrispondenza fra la propria identità di genere e il proprio sesso biologico.
Intersezionalità: Il termine, sempre più spesso utilizzato, è divenuto basilare nelle politiche di contrasto alle discriminazioni di ogni tipo e fondante la lotta per i diritti civili di ogni minoranza.
Eteronormatività: Convinzione che l’eterosessualità sia l’unico orientamento sessuale o norma unica per la sessualità.
Autopoiesi: Sistema che ridefinisce continuamente sé stesso e si sostiene e riproduce dal proprio interno.

Carlo De Sio

Laurea in Scienze Politiche ed Economiche, Master in Psicologia sociale e P.R, ha lavorato nella Comunicazione d’impresa e nelle Relazioni Pubbliche per oltre 40 anni; dal 2015 è impegnato in attività di Lobbying indipendente in Italia e all’estero. Ha fatto parte dei direttivi di Organismi nazionali quali ACPI-Milano, FERPI-Milano e Confindustria. E’ iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1999

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