È l’inizio de ”I corpi degli impiccati”, il capitolo del suo “Giovani, liberi, partigiani. Storie di ragazze e ragazzi in lotta per un futuro migliore” che la storica Michela Ponzani dedica a Tina Anselmi. “Siamo nell’autunno del 1944 e Tina Anselmi comincia
Novantasei anni vissuti senza risparmio per la scrittrice, giornalista e attivista politica. La sua vita tra l'amicizia con Anna Maria Mussolini e l'impegno sociale: «Malgrado tutto, resto la solita inossidabile comunistaccia. Che continua a viaggiare, a indignarsi e a scrivere».
Sottrarsi non serve, non si ripresenterà mai più, per loro, l’occasione di sedere di fronte ad una commissione e vedere se si è capaci di sostenere un colloquio, a 18 anni
Incontro con il nuovo direttore del Dispac dell'Università di Salerno: filosofo, umanista, “Italocalvinista della parola” come ama definirsi
