Effetto Ripley: se la serie tv fa marketing territoriale

Da Castellabate ad Atrani: quando i luoghi di vacanza vengono travolti dalla popolarità di film e serie tv. Ma cosa c'è dietro il successo non programmato e inatteso?

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Qualche decennio fa, quando la scuola chiudeva il 30 maggio e riprendeva il 1° ottobre, io per quasi quattro mesi all’anno stavo allo stato brado al sole del Cilento e conoscevo palmo a palmo Castellabate e le sue frazioni. Stando lì per tanto tempo e per tanti anni, era inevitabile che imparassi bene la lingua locale con quelle strane vocalità siciliane… e mi dette fastidio quando poi nel 2010, nel film “Benvenuti al Sud” ambientato nei posti cari alla mia anima, sentivo parlare Alessandro Siani e gli altri attori con quella cadenza musicale, melodiosa ma smaccatamente napoletana, lontanissima dall’aspro cilentano da me amato. Però quel film dette la stura a una caterva di visite turistiche di Castellabate che dura tuttora e dove i turisti ancora cercano nella piazzetta del centro antico quell’Ufficio Postale esistito solo nel film con Bisio e Siani: potenza del marketing cinematografico.

Atrani

Ora tocca ad Atrani della nostra Costiera, forse il paese più piccolo d’Italia con i suoi 0,12 km². La serie Netflix “Ripley“, ispirata ai celebri romanzi di Patricia Highsmith, sta riscuotendo un grande successo non solo per la sua trama avvincente ma anche per la location suggestiva in cui è stata girata. Ambientata in parte ad Atrani, Ripley ha suscitato un rinnovato interesse turistico per la Costiera, in particolare in USA dove si sta ripetendo l’esplosione della notorietà della Campania avuta nel dopoguerra con film come “L’oro di Napoli”, “La Baia di Napoli”, “Pane amore e…”, etc..

Atrani, con le sue stradine strette, le case color pastello e le viste mozzafiato sul mare, rappresenta un’ambientazione perfetta per “Ripley“. Il borgo è riuscito a mantenere intatto il suo fascino antico e autentico, lontano dal turismo di massa che caratterizza altre famosissime località della Costiera Amalfitana come Amalfi e Positano. L’effetto “Ripley” si è fatto sentire rapidamente. Dopo la messa in onda della serie su Netflix, la Costiera ha visto un aumento significativo di prenotazioni, in particolare provenienti dall’area anglo americana. I fan della serie sono desiderosi di esplorare i luoghi che hanno visto sullo schermo, contribuendo a un incremento del turismo culturale e cinematografico. Le strutture ricettive della zona hanno registrato un aumento delle prenotazioni per i mesi estivi ma anche oltre; Hotel, bed and breakfast e case vacanze hanno riportato un incremento di richieste, con molti turisti che scelgono di soggiornare ad Atrani per la sua atmosfera tranquilla e autentica. Il turismo portato da “Ripley” ha avuto un impatto positivo sull’economia locale. Ristoranti, bar e negozi hanno visto un aumento delle entrate grazie all’afflusso di turisti. Anche i servizi turistici, come le visite guidate e le escursioni, hanno beneficiato di questo nuovo interesse per Atrani & C. L’aumento del turismo ha stimolato anche la crescita di nuove attività locali. Si sono aperti nuovi locali e servizi per soddisfare la crescente domanda dei turisti. Ad esempio, sono nate nuove guide turistiche specializzate in percorsi cinematografici, che offrono tour dedicati ai luoghi iconici della serie “Ripley“. (Fonti: Booking.com, Airbnb, Expedia, Federalberghi, etc..)

L’impatto sociologico della serie “Ripley” sulla Costiera Amalfitana

L’enorme successo della serie “Ripley” ha avuto un impatto sociologico significativo sulla Costiera Amalfitana, con effetti sia positivi che negativi. Tra gli aspetti positivi, la serie ha portato ad un’impennata del turismo nella regione, con un afflusso di visitatori incuriositi dai luoghi mozzafiato visti nella serie. Questo ha portato ad una previsione di aumento dei posti di lavoro e delle entrate per le attività locali. La serie ha promosso la bellezza della Costiera Amalfitana ad un pubblico globale, facendo conoscere al mondo intero i suoi paesaggi pittoreschi, la cultura ricca e lo stile di vita affascinante oltre ad un rinnovato interesse per il patrimonio culturale della Costiera Amalfitana, con un aumento delle visite ai siti archeologici e monumenti annunciati addirittura per prossima bassa stagione. Con l’aiuto di dati ancora provvisori dei vari Enti del turismo e rielaborati con l’aiuto della Intelligenza Artificiale, abbiamo potuto ipotizzare un trend molto eloquente dell’influsso della Serie “Ripley” dal momento in cui è stata messa on line a fine aprile in USA e poi in Europa.

Ma dopo il troppo successo cosa c’è dietro l’angolo?

Certo, il successo non programmato e inatteso, porta a inorgoglirsi… ma ci sono anche risvolti negativi: per esempio già per questo ’24 si è certi che ci saranno ulteriori problemi di sovraffollamento, che andranno anche oltre l’alta stagione… ciò mette a dura prova le infrastrutture locali e crea disagi per i residenti sia pe l’aumento del traffico e per l’inquinamento del mare del periodo estivo quando la popolazione aumenta di ben cinque volte quella dei locali, mandando a farsi benedire la bandiera blu rilevata nei primi mesi dell’anno: chi va per mare come me sa bene cosa voglio dire. La rinnovata popolarità della costa ha poi portato ad un aumento dei prezzi, soprattutto per quanto riguarda l’alloggio e i ristoranti. Questo rende la Costiera Amalfitana meno accessibile ai i turisti con budget limitati e solleva preoccupazioni per il forte impatto antropologico sulla popolazione locale.

Il successo della serie sicuramente accelererà il fenomeno (già in atto da tempo) della gentrificazione: l’aumento della vita e dei prezzi degli immobili già da anni spingono molti residenti locali ad andarsene, soprattutto i giovani che non vivono di turismo. Questo porta a una perdita di diversità sociale e ad una trasformazione del tessuto culturale delle comunità locali con il timore che la Costiera Amalfitana possa diventare vittima del proprio successo, con un’eccessiva vendita della sua immagine a scapito dell’autenticità e del benessere dei residenti, fatto sociologico già noto in quanto accaduto da anni a Venezia: la città sull’acqua è divenuta un grande scenario a beneficio dei turisti, nella quale si vive per fare business, non per altro.

 

Carlo De Sio

Laurea in Scienze Politiche ed Economiche, Master in Psicologia sociale e P.R, ha lavorato nella Comunicazione d’impresa e nelle Relazioni Pubbliche per oltre 40 anni; dal 2015 è impegnato in attività di Lobbying indipendente in Italia e all’estero. Ha fatto parte dei direttivi di Organismi nazionali quali ACPI-Milano, FERPI-Milano e Confindustria. E’ iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1999

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