(3-segue)
SCENA IV
Myxajlo e Tetjana.
Myxajlo. (entra nel soggiorno). Come stai moglie mia, mia colombella (si abbracciano). Come vanno le cose? Sei in salute?
Tetjana. Grazie a Dio sto bene, marito mio. A te come è andata? (Abbraccia il marito). Perché ci hai messo così tanto? Ho aspettato e aspettato, poi ho detto basta.
Myxajlo. Non sai com’è per strada? Può succedere qualsiasi cosa, ma grazie a Dio tutto è andato bene. (Vede le munizioni1). E questo cos’è moglie mia?
Tetjana. Che cosa è? Un soldato russo che alloggia qui. Non fare rumore o si sveglierà, si è addormentato da poco.
Myxajlo. È forse molto irascibile, uno che urla?… È da molto in casa nostra?
Tetjana. È arrivato stasera. Ma ha creato un trambusto tale, che non sapevo cosa fare! Dargli della acquavite, del pollo o dei varenyky!
Myxajlo. Gli hai dato da mangiare?
Tetjana. E cosa gli davo da mangiare? Non ho nulla in casa. Sono da sola e raramente mi metto ai fornelli.
Myxajlo. Perciò è arrabbiato. È già un bene che non ti abbia dato una bella strigliata. Mi meraviglia il fatto che un moscovita si sia addormentato affamato senza aver prima malmenato la padrona di casa. Anche io ho fame. Non c’è nulla?
Tetjana. Cosa dovrei fare? Una pagnotta o qualcosa del genere?
SCENA V
Gli stessi e il soldato
Soldato. Cos’è tutto questo trambusto? Mi avete persino impedito di dormire!
Myxajlo. Perdonate, signore, siate indulgente. Sono appena ritornato da un viaggio e mi sono perso in chiacchiere con mia moglie.
Soldato. Quindi sei tu il padrone? Beh, fratello, una gran cosa. Scommetto che è da tempo che manchi da casa, non è così?
Myxajlo. È la nona settimana da quando partii da casa per andare in Crimea a comprare il sale.
Soldato. Non è bello lasciare da sola per tanto tempo una così giovane e avvenente mogliettina.
Myxajlo. Non c’è altro modo. Se state sempre a casa con vostra moglie, non avrete niente da mangiare!
Tetjana. Non è la prima volta che ci capita. Mi sono già abituata a restare a casa da sola senza mio marito.
Soldato. E da sola non ti annoi?
Tetjana. E come faccio a non annoiarmi? Ma non posso farci nulla.
Soldato. Tò, ma guarda! Fatico a credere che una donna non trovi per sé qualche svago anche nella noia!…
Tetjana. Non si può dire lo stesso di tutte. Accade che la più innocente, per la sua stessa semplicità, soffra le maldicenze della gente; mentre un’altra, che pure si comporta male, sa nascondere bene le proprie colpe e rimane agli occhi della gente innocente.
Soldato. (in disparte) Che donna assennata! Dove c’è buon senso, ci si può aspettare anche una autentica virtù.
Myxajlo. Moglie! Non c’è proprio niente da mangiare?… Diamine, ho così fame da sentirmi male.
Soldato. Che c’è, padrone? Anche io sono andato a letto senza mangiare. Ma per me non è nulla, ma per te, fratello, è ben altra cosa, dopo le fatiche del viaggio.
Tetjana. E che vi do da mangiare? Se solo non fosse così presto…
Myxajlo. Dammi almeno un po’ di pane!
Tetjana esce per il pane.
SCENA VI
Il soldato e Myxajlo.
Soldato. Mi duole per tua moglie. Quando ti allontani da casa, la lasci senza provviste. A quanto pare, sei un po’ tirchio?
Myxajlo. Io taccagno? Che Dio me ne scampi… E poi per una moglie così, come la mia Tetjana!… Ha tutto ciò di cui necessita, tranne, forse, il latte d’uccello. È capitato per caso.
(continua)

