Il lungometraggio, scritto e diretto dalla regista tunisina Kaouther Ben Hania, è basato sulle registrazioni audio raccolte a Gaza e colpisce per la tensione drammatica l’opinione pubblica. La violenza è solo immaginata, il film non decreta colpe né verità assolute: nessuna spettacolarizzazione,
I conflitti si trasformano: non ci sono più solo vincitori e vinti ma anche meccanismi che macinano vite, economie e verità
Il viaggio degli attivisti mette a nudo l’inadeguatezza di una efficace diplomazia “mediterranea”. Un’irrilevanza strategica che coinvolge anche l’Italia che oggi ha rinunciato a qualsiasi iniziativa di politica estera. Ma per fortuna la società civile è sempre un po' più avanti rispetto
In un mare di violenza cieca, l'autrice scorge segni di una speranza che deve diventare "disciplina"
