Financial Intelligence Unit, sfida contro il riciclaggio

Un fiume di segnalazione, molte purtroppo non documentate e verificabili. L'impegno di Bankitalia e buoni segnali di collaborazione

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Un importante servizio di Bankitalia contro i crescenti casi di riciclaggio

È stato presentato a Roma il voluminoso rapporto annuale per il 2022 dell’UIF – Unità per l’Informazione finanziaria per l’Italia.

La UIF è stata costituita presso la Banca d’Italia dal d.lgs. n. 231/2007, in coerenza a criteri internazionali che prevedono la presenza in ciascuno Stato di una Financial Intelligence Unit (FIU), con piena autonomia operativa e gestionale, con funzioni di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

La UIF è l’autorità incaricata di acquisire i flussi finanziari e le informazioni riguardanti ipotesi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo attraverso le segnalazioni di operazioni sospette (SOS) trasmesse da intermediari finanziari, e altri soggetti. Poi ne valuta
la rilevanza ai fini della trasmissione agli organi investigativi e della collaborazione con l’autorità giudiziaria, per l’eventuale sviluppo dell’azione di repressione.

Nel 2022 si è raggiunto un massimo storico delle SOS ricevute dall’Unità (155.426, con un aumento dell’11,4%). Un mare di SOS per antiriciclaggio che arrivano in Bankitalia/UIF sempre in aumento di anno in anno, che a dire del Direttore dell’UIF, è un po’ raccapricciante perché rischia di avvitarsi su se stesso.

Leggiamolo con attenzione durante la solita “messa cantata”: “L’andamento crescente del flusso segnaletico, confermato anche per il primo semestre del 2023 (intorno al 5 per cento su base annua), è da leggersi positivamente nella misura in cui rispecchia una maggiore consapevolezza del ruolo della collaborazione attiva. Negli ultimi tempi tuttavia si è riscontrato un tendenziale decadimento qualitativo delle segnalazioni. Sono frequenti quelle basate esclusivamente su anomalie formali o sulla mera riproposizione di informazioni già poste all’attenzione dell’Unità senza che vengano evidenziati i motivi di sospetto ovvero in assenza di ulteriori elementi di rilievo che ne giustifichino la reiterazione. Non di rado segnalazioni della specie discendono dall’impiego acritico da parte dei soggetti obbligati di strumenti automatici di individuazione delle anomalie, i cui risultati non vengono successivamente sottoposti a valutazioni volte a verificare se le anomalie rilevate possono ingenerare un effettivo sospetto, mettendo a frutto e valorizzando le professionalità acquisite. Il progressivo incremento dell’operatività online e l’utilizzo di reti esterne, con la conseguente rarefazione del rapporto tra i segnalanti e la clientela, hanno ulteriormente favorito questo approccio. Nel 2022 circa il 30 per cento delle SOS è stato valutato dall’UIF come privo di sufficienti profili di rischio o connotato da deboli elementi a supporto del sospetto”.

Gerardo Coppola

È stato nella carriera direttiva prima e in quella dirigenziale poi di Banca d’Italia, occupandosi delle funzioni istituzionali in campo bancario e finanziario. Oggi è scrittore, saggista e giornalista e segue numerose iniziative a carattere divulgativo e comunicativo. Nel 2017 ha fondato il blog www.economiaefinazaverde.it

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