Note [La TDF Campania]

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Note all’articolo

[1] Il fenomeno è stato reso noto dai volumi di R. Saviano (Gomorra, 2006) e B. Iovene (Campania Infelix, 2008), da numerose inchieste giornalistiche e dal pluripremiato documentario Biùtiful cauntri (Calabria, D’Ambrosio, Ruggiero, 2008), le cui drammatiche immagini mostrano i pastori di Acerra assistere impotenti all’agonia di pecore e agnelli condannati a morte dalla diossina. Ma ad ammalarsi e a morire sono anche le persone: lo certifica già nel 2004 il reportage di “Lancet Oncology” (Senior, Mazza, 2004), che individua nei comuni di Nola, Marigliano e Acerra un’area ad alta incidenza tumorale (il «Triangolo della morte»), divenuta nel tempo più ampia e letale, mietendo vittime anche tra i bambini (Patriciello, 2016; Marfella, 2020, p. 48).
[2] Indicazioni per lo svolgimento delle indagini tecniche per la mappatura dei terreni della Regione Campania destinati all’agricoltura […]. Consult. del 01.04.23.
[3] Definizione […] degli ulteriori territori da sottoporre alle indagini tecniche per la mappatura dei terreni della R.C. destinati all’agricoltura […]. Consult. del 01.04.23.
[4] Individuazione […] degli ulteriori terreni agricoli da sottoporre alle indagini tecniche per la mappatura dei terreni della R.C. destinati all’agricoltura […] e variazione della composizione del gruppo di lavoro […]. Consult. del 01.04.23.
[5] Cfr. «Nome in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati» (https://www.gazzettaufficiale.it/dettaglio/codici/materiaAmbientale). Consult.: 08.04.2023.
[6] Per una compiuta descrizione territoriale e una sintesi delle vicende di riconfigurazione amministrativa post-bellica della provincia di Terra di Lavoro (oggi Caserta) si rimanda ad Andretta (2009).
[7] Dopo la realizzazione dei Regi Lagni in epoca vicereale, la bonifica, ripresa dai Borbone, prosegue dopo l’Unità d’Italia ed è integralmente attuata dal Fascismo. Dopo la guerra, in vista della Riforma fondiaria degli anni ‘50 (legge stralcio n. 851 del 21.10.1950), è gestita infine dai comprensori di bonifica (Andretta, 2009).
[8] Per il resto, il c.s. riguarda il 27% circa della provincia di Salerno (391,68 Km2), il 14% circa di quella di Avellino (205,36 Km2) e il 10% circa di quella di Benevento (150,13 Km2).
[9] I sette Sistemi Territoriali Rurali della Campania in cui ricadono i 90 comuni della TDF sono i seguenti: n. 4 (Piana del Volturno-Litorale Domizio), n. 5 (Media Valle del Volturno), n. 11 (Piana Casertana), n.12 (Piana Flegrea), n.13 (Piana Campana), n. 14 (Colline Flegree), n. 16 (Complesso del Vesuvio-Monte Somma).
[10] Il numero di aziende agricole è stato ricavato da R.C. (2014, p. 13).
[11] Vi si aggiunge l’agglomerato Foce del Sarno, situato però a sud est del capoluogo regionale, in un’area distante dalla TDF.
[12] Il numero delle aziende è riportato dall’ultima stima fatta dalla R.C. (2018 [c]).
[13] Le percentuali riportate sono frutto di una media approssimata (a cura dell’A.): di alcuni agglomerati è infatti disponibile solo il numero totale dei comparti e non delle singole tipologie.
[14] Sebbene la stessa tendenza non si riscontri in provincia di Caserta – passata da 603.549 abitanti (Istat, 1951) a 879.789 (Istat, 2006) a 900.293 (Istat, 2022) – il numero complessivo dei residenti nelle due province è comunque diminuito di 44.715 unità: la popolazione da 3.912.125 (Istat, 2006) è passata a 3.867.410 (Istat, 2022).
[15] Cfr. Gazzetta Ufficiale [d’ora in avanti G.U.) n. 165 del 16.07.2008 (p. 3), «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23.05.2008, n. 90, recante misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile». Consult.: 04.04.2023.
[16] La circostanza è confermata ulteriormente da un recente rapporto della CGIA (2022) sull’evasione fiscale in Italia, dal quale risulta che, a fronte di una media nazionale dell’11,6%, la Campania, con il 17,7%, è la regione italiana in cui si evade di più, seconda solo alla Calabria (18,8%).
[17] Se non si interviene subito con una bonifica integrale dei terreni – ha affermato in proposito il geologo Giovanni Balestri in una relazione ordinata dall’autorità giudiziaria – entro il 2060 «l’intera falda acquifera profonda sarà contaminata» (De Marco, 2014, p. 226).
[18] Il nesso tra suoli inquinati e diffusione di malattie tumorali tra i residenti, denunciato dall’attivismo militante della Chiesa, dei preti di frontiera, di eroici servitori dello Stato (come Michele Liguori, vigile di Acerra, e il poliziotto Roberto Mancini, entrambi morti di cancro nel 2014) e dal lavoro di documentazione e divulgazione di ricercatori come Antonio Marfella (2020), è stato certificato dai rapporti del Senato della Repubblica (2018), di Sentieri (2019), dell’Istituto Superiore di Sanità (Musmeci et Alia, 2015; Salmaso et Alia, 2015) – in particolare l’ultimo (Beccaloni et Alia, 2020), commissionato dalla Procura di Napoli Nord – e dallo studio ecologico condotto nell’ambito di un protocollo di intesa promosso dalla procura di S. Maria Capua Vetere (Ce), con la partecipazione dell’ARPAC e di altri enti (www.procurasantamariacapuavetere.it/protocolli_di_intesa.aspx). Consult.: 23.02.2023.
[19] I dati relativi alle altre province vedono al primo posto Salerno (79,8) seguita da Benevento e Avellino (79,3).
[20] Le cinque classi sono attualmente così articolate: terreni idonei alle produzioni agroalimentari (A); terreni idonei alle produzioni agroalimentari previa rimozione e analisi delle aree di sedime (A1); terreni con limitazioni a determinate produzioni agroalimentari in determinate condizioni (B); terreni con divieto di produzioni agroalimentari (D); terreni non classificati (NC).
[21] Decreto Legislativo del 03.04.2006, n. 152: «Norme in materia ambientale» (GU Serie Generale n. 88 del 14.04.2006 – Suppl. Ordinario n. 96 (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2006/04/14/88/so/96/sg/pdf). Consult.: 03.04.2023.
[22] Decreto Ministeriale [d’ora in poi DM] del 12.02.2015 «Indicazione dei terreni della regione Campania da interdire alla produzione agroalimentare, da destinare esclusivamente a colture diverse in considerazione delle capacità fitodepurative, ovvero solo a determinate produzioni agroalimentari, nonché di quelli da sottoporre ad indagini dirette, con contestuale interdizione dalla commercializzazione di prodotti agricoli […]» (G.U. 09/03/2015, n. 56, p. 54: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2015/03/09/56/sg/pdf); DM 03.04.2017 «Individuazione, a seguito delle indagini dirette, di terreni agricoli della Regione Campania […]» (G.U. n. 88 del 14.04.2017, p. 21: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2017/04/14/88/sg/pdf); DM 01.06.2021 «Adozione della classificazione ai fini dell’uso agricolo relativamente all’Area vasta “Bortolotto-Sogeri”»” (G.U. n. 169 del 16.07.2021, p. 20); DM 01.06.2021 «Adozione della classificazione ai fini dell’uso agricolo relativamente all’Area vasta “Lo Uttaro”-Primo stralcio» (Ivi, p. 24: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2021/07/16/169/sg/pdf). Consult.: 05.04.23.
[23] La pagina è visibile all’indirizzo: http://www.prefettura.it/caserta/contenuti/Prometeo_lotta_agli_incendi_dei_rifiuti_in_campania-17855.htm. Consult. del 05.04.2023.
[24] Cfr. «Approvazione dell’elenco dei siti […] che non sono più ricompresi tra i siti di bonifica di interesse nazionale», G.U. S.G. n.60 del 12-03-2013 (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/03/12/13A02116/sg). Consult. del 05.04.2023.
[25]Per i criteri di individuazione dei SIN, si rimanda alla pagina dell’ISPRA «Siti di Interesse Nazionale» (https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/siti-contaminati/siti-di-interesse-nazionale-sin).Consult. del 05.03.2023.
[26] Fa oggi eccezione l’Area vasta di Giugliano, individuata come SIN (L. n. 120 dell’11.09.2020), cui si aggiungono i SIN di Bagnoli-Coroglio e di Napoli Orientale, interessati da altre cause di inquinamento.
[27] Cfr. «Adozione della classificazione ai fini dell’uso agricolo relativamente all’Area vasta “Bortolotto-Sogeri”»; «Adozione della classificazione ai fini dell’uso agricolo relativamente all’Area vasta “Lo Uttaro-Primo stralcio”» G.U. S.G. n. 169 del 16.07.2021, p. 20 e p. 24 (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2021/07/16/169/sg/pdf). Consult.: 06.04.2023.
[28] «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10.12.2013, n. 136, recante disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali ed a favorire lo sviluppo delle aree interessate», G.U. S.G. n. 32 dell’8.02.2014 (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2014/02/08/32/sg/pdf). Consult.: 05.04.2023.
[29] La Delibera e i relativi allegati (di cui il n. 6 riporta l’elenco dei siti agricoli) si possono scaricare dalla pagina http://www.regione.campania.it/regione/it/tematiche/magazine-ambiente/aggiornamento-banche-dati-prb-2022?page=1.
[30] La canapa è un «bioaccumulatore»: può assorbire agenti inquinanti come la diossina, gli idrocarburi e i metalli pesanti presenti nel terreno senza compromettere il proprio accrescimento; tollera alte concentrazioni di metalli pesanti e metabolizza vari composti organici (Tolve et Alia, 2019, p. 11).
[31] I risultati scientifici ottenuti hanno permesso ad una partnership scientifica ed industriale (CNR-IRSA, CISA S.p.a., RESET s.r.l., PROGEVA s.r.l., SOCRATE s.r.l.) di ottenere il finanziamento del progetto “Biorimedio fitoassistito: una strategia verde per il recupero di aree contaminate e la valorizzazione della biomassa” (POR Puglia FESR FSE 2014-2020, Asse prioritario 1, Azione 1.6, Bando InnoNetwork-Sostegno alle attività di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi) per proseguire delle attività di ricerca in essere per la riqualificazione dell’area di indagine.
[32] Le metodologie di bonifica di un sito contaminato vengono suddivise, sulla base del luogo di intervento, in trattamenti ex situ, se vi è movimentazione e rimozione del materiale contaminato in appositi impianti, e trattamenti in situ, senza movimentazione di materiale.
[33] La matrice, in costante aggiornamento, elenca 25 tecnologie in situ ed ex situ per la bonifica del suolo e 16 tecnologie in situ ed ex situ per la bonifica delle acque sotterranee. Le variabili utilizzate includono tempi, necessità di monitoraggi a lungo termine, limiti e applicabilità e, ove disponibili, casi studio. La tecnica del fitorimedio risulta essere molto efficace per risanare i terreni inquinati da Arsenico, Cadmio, Mercurio, Zinco, mentre lo è meno per ripulirli da Cromo, Piombo e altri metalli e composti inorganici. Analogamente funziona bene con i Clorobenzeni, laddove per gli altri composti organici è superata da altri tipi di tecniche biologiche in situ (Bioventing, Bioremediation aerobica e anaerobica). Cfr. https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/siti-contaminati/Matrice_tecnologie_ISPRA_rev2018.pdf (consult. del 05.04.23).