Il valore enciclopedico dell’opera di Papias

Il volume “Elementarium Littera L”, edizione critica di Francesca Artemisio, è dedicato a uno dei testi fondamentali della lessicografia latina medievale, si colloca nel solco degli studi di Violetta De Angelis, avvalendosi dei progressi successivi della ricerca, in particolare dei contributi di Giuseppe Cremascoli e Filippo Bognini

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Pubblicato nel 2024, il volume “Elementarium Littera L”, edizione critica a cura di Francesca Artemisio, è stato presentato il 15 gennaio 2026 presso il Foyer Café del Teatro Nuovo di Salerno. Il volume, dedicato a uno dei testi fondamentali della lessicografia latina medievale, è stato presentato da Carolina Stromboli, Francesco Crifò e Stefano Grazzini, docenti dell’Università degli Studi di Salerno, coordinati da Vera Fravventura, professoressa associata di letteratura latina medievale.

Gli interventi hanno sottolineato l’importanza di Papias quale figura di raccordo tra l’antichità classica, la cultura latina e la tradizione medievale, nonché il valore enciclopedico della sua opera. Come evidenziato da Stefano Grazzini, coordinatore scientifico della tesi di dottorato di Artemisio e specialista internazionale dei commenti a Giovenale, Papias non può essere considerato un semplice compilatore o riduttore dell’enciclopedia lessicografica altomedievale, poiché il suo lavoro non si limita alla sintesi, ma presuppone un’attività di selezione e rielaborazione delle fonti.

Il volume presentato trae origine dagli interessi di ricerca maturati dall’autrice in occasione della tesi di laurea magistrale, dedicata alle fonti degli “Scholia in Iuvenalem recentiora”, materiale che ha rappresentato un deposito fondamentale per innovazioni esegetiche e lessicali confluite successivamente nella lessicografia latina medievale. Proprio la difficoltà di utilizzo dell’“Elementarium” attraverso gli incunaboli ha reso evidente la necessità di una nuova redazione critica del testo.

L’edizione curata da Artemisio si colloca nel solco degli studi di Violetta De Angelis, avvalendosi tuttavia dei progressi successivi della ricerca, in particolare dei contributi di Giuseppe Cremascoli e Filippo Bognini. È stato mantenuto lo schema tipico dell’opera papiana – lemma, interpretamentum ed etimologia – riproducendo con fedeltà le indicazioni delle fonti esplicitamente citate da Papias, che dimostra una profonda conoscenza dell’“Liber glossarum” e un probabile intervento diretto sul testo.

Il lavoro editoriale ha richiesto quasi due anni per la nuova recensio, con la selezione di 34 testimoni su un totale di 147 attualmente noti, al fine di ricostruire una tradizione testuale affidabile. Nel suo intervento, Artemisio ha ricordato come «sebbene gli studi umanistici siano oggi spesso considerati marginali, essi rappresentano una fondamentale occasione di crescita non solo culturale, ma anche personale e umana».

Il lavoro svolto nel corso del triennio dottorale – arricchito dai suggerimenti di Giancarlo Abbamonte in fase di revisione – ha aperto nuove prospettive di ricerca nel campo della lessicografia mediolatina, ambito che consente di osservare da vicino i meccanismi di conservazione e trasmissione del sapere in età medievale.

L’edizione della Littera L costituisce, inoltre, la base per un progetto più ampio di edizione integrale dell’“Elementarium”, che vede al momento la collaborazione di Francesca Artemisio e Michele De Lazzer(Università di Urbino), fondato sull’analisi di cinque manoscritti rappresentativi dei diversi rami della tradizione α, corrispondente all’ultima redazione d’autore. L’obiettivo è offrire un testo critico più affidabile rispetto a quello finora disponibile, generalmente basato sull’editio princeps o sulle ristampe successive. Iniziative come questa ribadiscono l’importanza degli studi filologici e lessicografici, che, lungi dall’essere esercizi meramente eruditi, consentono di ricostruire i processi di trasmissione del sapere e di comprendere in profondità la stratificazione culturale dell’Europa medievale. Al tempo stesso, la presentazione del volume si inserisce nell’ambito delle attività di promozione culturale e divulgazione scientifica promosse dai docenti del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Salerno sul territorio salernitano, confermando il ruolo dell’ateneo come presidio attivo di ricerca e di dialogo con la città.

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