Un giornale web scritto da giornalisti «finti», prodotti dell’intelligenza artificiale. Fantascienza? Niente affatto; succede anche in Italia. Nelle ultime ore il caso è stato segnalato dall’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa all’Agcom e al Ministero della Giustizia.
Il caso. Sotto i riflettori è finito we-news.com, un portale di informazione che simula a tutti gli effetti una testata giornalistica ma è gestito e alimentato interamente dall’AI, senza alcun controllo da parte dell’uomo, tantomeno da professionisti iscritti all’albo. Secondo quanto segnalato dall’Ordine ad Agcom e a Ministero della Giustizia, il sito «non è registrato, non ha direttore responsabile e non ha giornalisti veri» – scrive il presidente Bartoli che ha inteso segnalare il fatto con lo scopo di tutelare la correttezza dell’informazione e la professione giornalistica, chiedendo di valutare «il possibile sequestro amministrativo cautelare». Il sito che si definisce «testata di informazione in tempo reale che copre l’Italia e il mondo» non contiene informazioni circa la registrazione al Tribunale né sul direttore responsabile. L’editore sarebbe una società con sede legale a Hong Kong. «Fanno informazione senza giornalisti» – ha tuonato la Federazione Nazionale della Stampa, che ha parlato di uso dell’intelligenza artificiale che, come «nella pesca a strascico, utilizza come fonti aperte le notizie rastrellate sul web».
Come funziona. We-news.com si presenta come uno dei tanti siti di informazione che affollano il web e, all’occhio di un lettore poco attento, potrebbe sfuggire la particolarità: al posto di redattori e giornalisti umani, ci sono «agenti di AI editoriale», una dicitura che può trarre facilmente in inganno l’ingenuo lettore. Ma come funziona? Il sito è costruito dai (finti) corrispondenti AI, che hanno l’incarico di coprire anche l’informazione provinciale. Le notizie della provincia di Salerno, giusto per fare un esempio, sono affidate a Vincenzo Amabile; quelle di Napoli ad Assunta Esposito; Avellino punta sulla firma di Gerardo Festa e Benevento su Lucia Zollo. Ma se cercate questi nomi tra gli iscritti all’Ordine resterete delusi: non ci sono. E non è solo un problema di «abusivi» della professione: Vincenzo Amabile, Assunta Esposito, Gerardo Festa, Lucia Zollo e i loro «colleghi» sono tutti costruiti dall’AI. Tutti i (finti) corrispondenti dichiarano di analizzare «i dispacci di agenzia e la stampa locale», di verificare «i dati con le fonti ufficiali» e di redigere «sintesi cento per cento originali sulla vita della provincia, sotto la supervisione della redazione». Evidentemente il sistema con cui propongono le notizie ricalca appieno quello dell’AI che oramai tutti siamo abituati a consultare. Con una differenza: con un lavoro molto sottile, tutte le notizie – rastrellate dal web, da comunicati stampa, da reali siti di informazione – sono confezionati esattamente come se si trattasse di una testata giornalistica. E l’inganno per i lettori è dietro l’angolo.
Gli scenari. Quanto accaduto con we-news.com pone seriamente il problema del rapporto tra informazione e intelligenza artificiale, oltrepassando i confini anche del dibattito sul tema in Italia. Finora in Italia si è parlato a lungo sull’uso dell’AI come sostegno alle attività informative e di redazione, ma l’idea che la tecnologia potesse operare in totale autonomia era apparsa sempre più fantascientifica. Il caso di we-news pone, dunque, serie questioni a cui sarà necessario fornire risposte concrete.

