Il 14 aprile 2026, alle ore 10:00, presso la Sala P della Biblioteca Umanistica “E. R. Caianiello” dell’Università degli Studi di Salerno, si terrà la presentazione del volume di Antonio Carioti, “L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola, antifascista liberale”, accompagnata dall’inaugurazione di una mostra documentaria dedicata alla figura di Giovanni Amendola.
L’iniziativa, curata da Viviana Polese e Maria Olmina Pagano, si configura come un’occasione scientificamente rilevante, capace di coniugare ricerca storica, valorizzazione archivistica e riflessione critica sul patrimonio documentale del Novecento italiano. Fulcro dell’evento è la mostra documentaria, allestita con materiali provenienti dal fondo Locatelli, che propone un articolato percorso attraverso documenti originali, manifesti elettorali e scritti politici. Tra i materiali di maggiore rilevanza emergono i manifesti del Comitato della Democrazia Liberale del Collegio di Salerno, testimonianza diretta della prima campagna elettorale del 1919, momento cruciale nella biografia politica e intellettuale di Amendola.
La ricostruzione cronologica si intreccia organicamente con l’esposizione documentaria: nato nel 1882, Amendola matura la propria formazione tra filosofia e giornalismo, per poi approdare a un impegno politico sempre più incisivo. Il 14 ottobre 1919 viene presentata la lista della Democrazia Liberale, espressione di un progetto riformatore che si oppone tanto ai residui del liberalismo tradizionale quanto alle spinte massimaliste. Le elezioni del 16 novembre 1919 — documentate nei materiali esposti, tra cui il manifesto con le “cifre che parlano chiaro” relativo al collegio di Sarno — segnano un passaggio decisivo nella costruzione della sua identità politica. Negli anni successivi, Amendola si affermerà come una delle voci più lucide e coraggiose dell’opposizione al fascismo, fino alla morte nel 1926, conseguenza diretta delle violenze subite.
Il percorso espositivo valorizza altresì il nesso tra fonti e interpretazione storiografica attraverso una teca dedicata al volume di Carioti, corredata dalla relativa bibliografia critica. La mostra non si limita, pertanto, a una dimensione celebrativa: si configura piuttosto come uno spazio di interrogazione critica, in cui il documento storico diventa punto di partenza per una riflessione più ampia sul rapporto tra politica, linguaggio e memoria. Anche nel discorso-programma della prima campagna elettorale, di cui si conservano tracce negli “Scritti politici”, Amendola si rivolge direttamente agli elettori delineando un modello di democrazia liberale fondato sulla responsabilità individuale, sulla partecipazione attiva e sul rifiuto delle logiche clientelari. I materiali esposti restituiscono non soltanto il contenuto politico di tale proposta, ma anche la sua dimensione retorica e comunicativa, consentendo al visitatore di accostarsi a una testimonianza storica nella sua complessità.
La mostra sarà aperta dai saluti istituzionali di Virgilio D’Antonio, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, e di Maria Rosaria Califano, coordinatrice del Sistema Bibliotecario di Ateneo. Seguirà un dialogo con l’autore, condotto dai docenti Carmine Pinto e
Vincenzo Salerno, che offrirà l’opportunità di approfondire le questioni storiografiche e metodologiche sollevate dal volume.
Iniziative come questa dimostrano come l’università possa farsi luogo non soltanto di conservazione, ma di attivazione del patrimonio storico: uno spazio in cui l’archivio smette di essere deposito silenzioso e torna a essere interlocutore vivo del presente. La figura di Giovanni Amendola — pensatore, oratore, testimone scomodo di un’epoca — ritrova in questa mostra la sua voce più autentica: quella dei documenti che lo hanno preceduto e che, oggi, continuano a interrogare.

